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from “Perseverare é Umano” by Pietro Trabucchi

11/02/2012

That is my creation…I combined a picture with a sentence…just for motivational purposes :-)

impressioni su DIETROLOGIA (Fabri Fibra) parte1

05/11/2011

Ho da circa 12 ore il primo libro scritto da Fabri Fibra ( ‘Dietrologia’ editore Rizzoli) , credo che sia uno dei libri che da un po di tempo a questa parte suscita in me tanti sentimenti contrapposti fra loro. Dall’ incazzo all’ ammirazione per intendersi . E questa é doppiamente una cosa buona. E se assieme a questo miscuglio partono delle domande domande, allora cresco anche un po’.

Ma la cosa che più mi piace di questo libro ti sprona a lavorare.

A FARE.
Fare é l’unico modo per seguire il tuo sogno.
Fare é l’unico modo per realizzare te stesso.

Te. Non altri.

Fare é l’antidoto migliore al giudicare.
Fare significa darsi da fare, faticare, sbattersi insomma.
Provare a lasciare traccia di te.
Una traccia vera, possibilmente positiva , di crescita.

Tutto qua.

(…stay tuned)

Da domani cambio vita…di Jack Folla

04/08/2011

Ci sono articoli che mi spronano. Che mi infastidiscono . E questo credo sia una buona cosa.  Mi fanno riflettere. Questo l’ho ripreso leggendo un libro che adoro per i suoi spunti di poesia. Lo leggevo anni fa . Mi é capitato per le mani ieri sera La vita stessa lo insegna quel che passa non torna, quel che scegli , crea.

E mi auguro e prego con le miei forze che possa ogni giorno migliorare un qualcosa dentro me . Provare a creare bellezza.

tratto da:  Lettere dal Silenzio di Diego Cugia

Ogni giorno, solennemente, mezza Italia cambia vita. Per essere precisi, promette che la cambierà da domani. Più di frequente, per guadagnare qualche giorno di trasgressione autorizzata, si ripromette di cambiarla da lunedì. Oggi, appunto, lunedì, qualche milione di promesse degli italiani giunge a scadenza naturale, ma come nella canzone di Morandi, solo una su mille “ce la fa”. Che fine fanno, invece, questi milioni di promesse non mante- nute? Le riponiamo nell’armadio delle buone intenzioni, giusto il tempo di concederci un ultimo “strappo alla regola”, perché, da domani, la nostra esistenza indosserà un abito nuovo. Domani è martedì, e come tutti sanno: “Né di Venere né di Marte, non si sposa non si parte, né si da principio all’arte”. Mercoledì no, sarebbe come aggrapparsi a una boa dispersa nell’oceano della settimana, meglio continuare a nuotare come se nulla fosse. Giovedì, dunque. Ma si è mai visto un essere umano che cambi vita poco prima di un week-end? Cominceremo da lunedì, è la cosa migliore. Maledizione, lunedì era oggi, me l’ero dimenticato. Oggi non posso, non mi sono preparato a quest’altra battaglia. Da do- mani…

Esistono due categorie d’italiani: i subitisti e i domanisti. I primi fanno subito quello che dicono, i secondi dicono subito quello che non faranno mai. I domanisti sono in fortis- sima espansione e i subitisti si stanno estinguendo. Esistono anche, soprattutto fra le au- torità, domanisti mascherati da subitisti, e questi sono i domanisti peggiori. Quelli che promet tono: da domani sarò subitista. Non c’é scusa storica migliore per i sudditi domanisti, i quali incroceranno immediatamente le braccia: “tanto ci penserà Lui”. Questa delega in bianco è il lato morboso delle dittature, una delle molle del consenso ai tiranni, che esercitano un fascino perverso sui domanisti incalliti. Ogni lunedì da trentanni, come la maggioranza di voi, io mi dichiaro un domanista pentito. Quest’ammissione – la cui dolorosa elaborazione occuperà gran parte della giornata – m’impedisce d’intervenire oggi stesso per mutare le cose, “costringendomi” a rimandare a domani ogni cambiamento, quindi per il momento posso solo riformularne il proposito, e il terribile gioco è fatto. I politici non sono dunque i soli a smentire le loro stesse dichiarazioni, quando gli conviene, o le loro stesse promesse, quando si accorgono della difficoltà di mantenerle. Ce una nazione intera che li contagia e li compiace. L’Italia che ogni lunedì ritratta e smentisce il proprio contratto con se stessa stipulato una settimana prima. E lo rimanda alla settimana successiva.

Quanti milioni di noi, oggi, devono mettersi a dieta? Smettere di fumare, di bere, di drogarsi? Cominciare a cercarsi seriamente un lavoro? Mettersi a studiare per una specializzazione? Iniziare a prati care uno sport? Sottoporsi a quell’operazione di ernia inguinale? Divorziare o sposarsi? Vendere o comprare la casa? Cambiare città? Insomma, cominciare una nuova vita? Non “comandare” ma “rimandare, è meglio che fottere”. E mentre noi rimandiamo – come diceva Seneca – la vita passa. Penso a questo alle tre di mattina, fumando la prima sigaretta dell’ennesimo lunedì in cui avrei dovuto smettere di fumare, dopo aver masticato il primo maritozzo affogato nel cappuccino zuccherato, del- l’ennesima settimana nella quale mi ero ripromesso di mettermi a dieta. Questi milioni di promesse non mantenute voleranno davvero via, come palloncini innocenti, in un gran nulla blu? E se invece pesassero come nuvole nere (non da palloncini, ma da macigni) sulle nostre schiene e sulle spalle di una nazione intera? Voglio dire che, al di là delle conseguenze sulla salute e sul nostro destino di una sigaretta accesa o di un appuntamento di lavoro mancato, il tradimento di una promessa alla settimana, moltiplicato milioni d’italiani, si evidenzia come un tumore psichico peggiore del male. Il nome del male è fallimento, ed è determinato dalla mancanza di volontà, ma il vero danno lo produce la “cura”: il rilancio su una nuova promessa che ugualmente non verrà mantenuta. Il fallimento non sta tanto nell’aver fallito, quanto nel fare finta di essere sempre in procinto di vincere. In questo modo si finisce per essere inghiottiti persi no dalle proprie sabbie “immobili”, quelle create ad arte da un popolo per il quale è molto più familiare perdere che rischiaredi cambiare davvero. Ogni lunedì mattina, milioni e milioni di marinai s’imbarcano nello stesso vizio, nella solita (comoda) barca che fa acqua da tutte le parti, ed è comoda proprio perché non potrebbe mai affrontare il mare aperto. Ogni giorno, per tutta la vita, questi milioni e milioni di marinai che non hanno mai visto l’oceano, si ripromettono di salpare da lunedì. Ma poi gli mancano il coraggio e la forza di farlo. I più saggi accusano se stessi, ma la maggioranza si considera una vittima dello Stato che non gli ripara la barca o dei soprusi del prossimo o di quelli del mare. Sono i domanisti: gli onanisti del rinvio. Il contraccolpo che s’infliggono non mantenendo la parola data a se stessi riecheggia un avvertimento mafioso: “Da lunedì si cambia. E chiaro?”. Ma ogni lunedì chinano la testa, sopraffatti e umiliati dal loro vendicativo capobastone, un dittatore intcriore che non perdona né gli uomini né le istituzioni. Solo le promesse si rinnovano, i grandi problemi si rimandano, di generazione in generazione, di governo in governo. Sembra che dall’Italia siano scomparsi gli adulti. Adesso però vado a comprarmi una bottiglia di rum, perché con questa vo- stra fissazione che bere o rinviare la propria rivolta intcriore farebbe male addirittura alla salute della nazione, e inciderebbe sulla storia d’Italia, mi avete veramente ma veramente annoiato. Che centro io, con questi vostri vizi e stravizi? Da domani cambio vita.

Foto e parole…

29/06/2011

ecco alcune foto che ho modificato, di persone da cui devo imparare tanto…

dalla prima puntata di “Hotel Patria” di Mario Calabresi

21/06/2011

Non avrete necessariamente successo al primo tentativo. È giusto così. Alcune tra le persone di maggior successo nel mondo hanno collezionato i più enormi fallimenti. Il primo Harry Potter di JK Rowling è stato rifiutato dodici volte prima di essere finalmente pubblicato. Michael Jordan fu espulso dalla squadra di basket alle superiori e perse centinaia di incontri e mancò migliaia di canestri durante la sua carriera. Ma una volta disse: «Ho fallito più e più volte nella mia vita. Ecco perché ce l’ho fatta».

Nessuno è nato capace di fare le cose, si impara sgobbando. Non sei mai un grande atleta la prima volta che tenti un nuovo sport. Non azzecchi mai ogni nota la prima volta che canti una canzone. Occorre fare esercizio.Con la scuola é lo stesso.  La storia dell’America non è stata fatta da gente che ha lasciato perdere quando il gioco si faceva duro ma da chi è andato avanti, ci ha provato di nuovo e con più impegno e ha amato troppo il proprio Paese per fare qualcosa di meno che il proprio meglio.

Barack Obama (Back to School Speech – september  08, 2009)

[...]  And you won’t necessarily succeed at everything the first time you try.

That’s OK. Some of the most successful people in the world are the ones who’ve had the most failures. JK Rowling’s first Harry Potter book was rejected twelve times before it was finally published. Michael Jordan was cut from his high school basketball team, and he lost hundreds of games and missed thousands of shots during his career. But he once said, “I have failed over and over and over again in my life. And that is why I succeed.”

[...] No one’s born being good at things, you become good at things through hard work. You’re not a varsity athlete the first time you play a new sport. You don’t hit every note the first time you sing a song. You’ve got to practice. It’s the same with your schoolwork. You might have to do a math problem a few times before you get it right, or read something a few times before you understand it, or do a few drafts of a paper before it’s good enough to hand in.

[...]  The story of America isn’t about people who quit when things got tough. It’s about people who kept going, who tried harder, who loved their country too much to do anything less than their best.

I’ve missed 9000 shots

21/06/2011

I missed more than 9,000 shots in my career.

I’ve lost almost 300 games.
26 times I’ve been trusted to take the game winning shot and missed.
I failed over and over and over again in my life.
and that is why i succeed.”

Michael Jordan

No excuses

15/06/2011

Sono troppo debole

Troppo lento
Troppo grosso

Ho mangiato troppo per colazione

Ho mal di testa
Piove
Il mio cane è malato

In questo momento non posso
Non sono ispirato
Mi fa puzzare

Sono allergica a questa roba

Sono grasso

Sono magro

Fa troppo caldo

Io non mi sento a posto
Ho i crampi
Ho mal di testa

Sono distratto
Mi sto allenando troppo
Mi piacerebbe tanto, ma non posso,

Il mio programma preferito è inziato
Ho un caso lunedì … il martedì … il mercoledì
Non voglio fare questo
Voglio fare qualcosa di diverso
dopo l’anno nuovo o la prossima settimana
Potrebbe essere un errore
Ho i compiti a casa

Mi sento pieno

Mi sento gonfio
Ho un appuntamento ‘bollente’
Il mio allenatore mi odia
Mia madre non mi lascia
Mi faccio lividi facilmente.
È troppo scuro fuori

È troppo freddo

La vescica (dei piedi) mi fa male
Questo è pericoloso
Mi dispiace, non ho la bici
Non ho dormito abbastanza

La mi pancia fa male
Non è nei miei geni
Non voglio sembrare completamente stanco

Ho bisogno di un
allenatore migliore

Non voglio essere placcato

Ho mal di stomaco.

Non sono un tipo atletico

Non voglio diventare tutto sudato

Ho cose meglio da fare
Non voglio rallentarti

Devo fare questo?
Lo faró appena ricevo una promozione
Io penso che staró fuori di qui
E i miei piedi mi fanno male.

 

 

 

I’m too weak
Too slow
Too big
I ate too much for breakfast
I’ve got a headache
It’s raining
My dog is sick
I can’t right now
I’m not inspired
Makes me smell bad
I’m allergic to stuff
I’m fat
I’m thin
It’s too hot
I’m not right
I’ve got shin splints
A headache
I’m distracted
I’m exerting myself too much
I’d love to really, but I can’t, I just can’t
My favorite show is on
I’ve got a case of the Mondays
… the Tuesdays,
… the Wednesdays
I don’t wanna do this
I wanna do something else
After New Years
Next Week
Might make a mistake
I got homework
I feel bloated
I have gas
I got a hot date
My coach hates me
My mom won’t let me
I bruise easily
It’s too dark
It’s too cold
My blister hurts
This is dangerous
Ugh
Sorry, I don’t have a bike
I didn’t get enough sleep
My tummy hurts
It’s not in my genes
I don’t wanna  look all tired out
I need a better coach
I don’t like getting tackled
I have a stomachache
I’m not the athletic type
I don’t wanna get sweaty
I have better things to do
I don’t want to slow you down
Do I have to do this?
As soon as I get a promotion
I think I’ll sit this one out
And my feet hurt.

Je suis trop faible.

Trop lent.
Trop petit.

J’ai trop mangé pour le petit déjeuner.

J’ai mal de tête.
Il pleut.
Mon chien est malade

En ce moment, je ne peux pas.
Je ne suis pas inspiré.
Me fait puent

Je suis allergique à ces choses.

Je suis gros.

Je suis maigre.

Il fait trop chaud.

Je ne me sens pas bien.
J’ai des crampes.
J’ai mal a la tête.

Je suis distraite.
Je m’entraîne trop.
J’aimerais, mais je ne peux pas.

Mon programme favori a commencé.
J’ai un cas Lundi … Mardi … Mercredi. Je ne veux pas faire cela.
Je veux faire quelque chose de différent pour la nouvelle année ou la semaine prochaine.
Pourrait être une erreur.
J’ai des devoirs a faire.

Je me sens plein.

Je me sens gonflée.

J’ai un “chaud” rendez-vous .
Mon entraîneur me déteste.
Ma mère ne me laisse pas.

Je fais des ecchymoses facilement .
Il est sombre à l’extérieur.

Il fait trop froid.

L’ampoule fait mal.
C’est dangereux.
Je suis désolé, je n’ai pas un vélo.
Je n’ai pas assez dormi.

Le ventre me fait mal.

Il n’est pas dans mes gènes
Je ne veux pas paraître totalement fatigué.

J’ai besoin d’un meilleur entraîneur.

Je ne veux pas être plaqué.

J’ai mal à l’estomac.

Je ne suis pas un type sportif.

Je ne vais pas être tout en sueur.

J’ai mieux à faire.
Je ne vais pas vous ralentir.

Dois-je faire cela?
Je vais obtenir une promotion.
Je pense que je vais rester dehors d’ici.
Et j’ai mal aux pieds.

This isn’t a math test

15/06/2011

Ecco la cosa che fa la vita cosí interessante. La teoria dell’ evoluzione dice che solo i piú forti sopravviveranno. Puó darsi. Puó darsi. Ma la teoria della competizione dice che solo perché loro sono forti non significa che non possono essere sconfitti. Vedi ogni rischio puo venire da dietro da un perdente , ti dira’ questo, l’altro potra’ infatti essere favorito e le scommesse possono essere fatte contro di te, d’accordo. Ma quello che i pronostici non conoscono é che non é un test di matematica.Questo é un tipo di test completamente differente. Uno , dove la passione ha un modo bizzarro di rompere la logica. Cosí prima di mettere il piede sulla linea di partenza, prima che il fischietto soffi e l’orologio inizi a ticchettare , solo ricorda che i risultati non si sommano. Non é questione di cosa le statistiche possono dire e gli esperti possono pensare e i commentatori aver predetto quando la gara é partita tutte le scommesse sono azzerate. Non essere sorpreso se qualcuno decide di stravolgere il copione e rinuncia ad arrendersi , come recita il vecchio adagio: inizia il bello.

Here’s the thing that makes life so interesting. The theory of evolution claims that only the strong shall survive. Maybe so . Maybe so. But the theory of competition says, just because they’re the strong, doesn’t mean they can’t get their asses kicked, thats right. See, with every long shot come from behind underdog will tell you is this, the other guy may in fact be the favorite, the odds may be stacked against you, fair enough. But what the odds don’t know, is this isn’t a math test.This is completely different kind of test. One where, passion, has a funny way of trumping logic. So before you step up to the starting line, before the whistle blows and the clock starts ticking, just remember out here, the results don’t always add up. No matter what the stats may say, and the experts may think, and the Commentators may have predicted, when the race is on, all bets are off. Don’t be suprised if someone decides to flip the script and take a pass on yelling “Uncle” and then suddenly as the old saying goes, we got ourselves a game. 

Voici la chose qui rend la vie tellement intéressante. La théorie de l’évolution dit que seuls les plus forts survivent. Peut-être. Peut-être. Mais la théorie de la competition  dit que juste parce qu’ils sont forts ne signifie pas qu’il ne peut être vaincu.  Tous les risques peuvent provenir de l’arrière par un perdant, les autres peuvent en fait être encouragée et les paris peuvent être portées contre vous, bien.

Mais ce que les chances ne savent pas, c’est que ce n’est pas un test de mathématiques.  Il s’agit d’un type complètement différent de test.

Un test, où la passion a une façon bizzarre de rompre la logique. Alors avant de vous mettre le pied sur la ligne de départ avant le coup de sifflet et le chronomètre commence à compter, il suffit de rappeler que les résultats ne s’additionnent pas. Il n’est pas question de ce que les statistiques peuvent dire et les experts peuvent penser et les commentateurs ont prédit; lorsque la course a commencé, tous les paris sont annulés. Ne soyez pas surpris si quelqu’un décide d’inverser le script et il refuse de se rendre, comme le dit le vieil adage: le beau commence.


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